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DSM Fisioterapia

SINDROMI DA DISFUNZIONE DEL SISTEMA DI MOVIMENTO DELLA COLONNA LOMBARE

April 3, 2012

Il concetto dominante di trattamento in fisioterapia è basato su un modello patokinesiologico, che pone l'attenzione sul fatto che problematiche del movimento derivano da una condizione anatomo-patologica.

Il concetto alla base del sistema DSM , "Disfunzioni del Sistema di Movimento", al contrario, è di tipo kinesiopatologico. Questo modello da importanza al modo in cui piccole alterazioni della precisione del movimento possono produrre la patologia. Questa teoria suggerisce che le attività svolte nella vita quotidiana possono causare disfunzioni e, a lungo andare, condurre ad uno stato doloroso, in quanto i movimenti ripetuti e le posture prolungate inducono lesioni tessutali.

Poichè queste condizioni sono una combinazione di problematiche dei sistemi muscolare, scheletrico e neurologico vengono categorizzate in sindromi, con caratteristiche che il fisioterapista dovrebbe individuare e correggere. Le sindromi sono denominate in base alla direzione di movimento o all'allineamento che scatena il dolore e che, quando corretti, lo riducono o lo eliminano.

 

 

L'approccio DSM utilizza categorie diagnostiche per valutare il paziente e orientare il trattamento.
Come nel 
campo medico, anche nel campo riabilitativo, le diagnosi 1) migliorano la comunicazione all'interno della professione, 2) mostrano alle altre professioni che i fisioterapisti, in relazione alla diagnosi medica, eseguono una valutazione funzionale 3) forniscono una guida per la prognosi, 4) forniscono uno strumento per la ricerca scientifica 5) sviluppano approcci di trattamento sempre migliori.

Nel caso specifico della regione lombare, le diagnosi fisioterapiche per la regione lombare sono flessione, estensione, rotazione, flessione-rotazione ed estensione-rotazione.

Una diagnosi di estensione lombare, ad esempio, significa che l´estensione della colonna sta producendo i sintomi; ragionevolmente, il trattamento fisioterapico sarà limitare gli allineamenti e correggere i movimenti in estensione lombare allo scopo di alleviare le sollecitazioni sulle articolazioni e sui tessuti, riducendone l'infiammazione.

 

 

Il corpo umano è un sistema multisegmentale che segue le leggi della fisica, muovendosi nel sito più flessibile. Per esempio, se un soggetto si flette in avanti solamente con la colonna lombare, i muscoli paraspinali lombari diventeranno più flessibili degli estensori delle anche, perciò il movimento sarà maggiore a livello della colonna lombare piuttosto che nelle anche. Questo fattore di rigidità relativa contribuisce allo sviluppo di movimenti compensatori in direzioni specifiche. Il risultato è che più il soggetto ripete il movimento, più gli estensori vengono allungati. Si sviluppa quindi uno schema per cui l´articolazione è predisposta a muoversi in una specifica direzione e più si muove, più il movimento avviene con facilità e frequenza. Lo stesso soggetto, quindi, si siederà in flessione lombare poiché i suoi estensori della colonna sono lunghi e non sviluppano sufficiente tensione passiva per mantenere la colonna in posizione corretta. Nel tempo, tale posizione in flessione sarà avvertita come più comoda rispetto alla postura seduta fisiologicamente corretta.

 

Durante l´esame fisioterapico viene utilizzata una batteria di test standardizzati. Lo scopo, in relazione alla diagnosi medica, è quello di identificare e confermare la direzione di movimento o allineamento che sta producendo il dolore, oltre ad individuare alcuni fattori contribuenti. Ad esempio, se il paziente precedentemente citato è un atleta con muscoli addominali ben sviluppati, l'eventuale loro accorciamento o rigidità contribuirà ulteriormente all'eccessiva flessione della colonna lombare. Il paziente deve essere istruito a schemi di movimento e posizioni corrette, e deve anche essere aiutato nell'eseguire esercizi specifici per modificare le condizioni muscolari contribuenti.

 

La valutazione può avere anche uno scopo preventivo in coloro che mostrano già una modificazione tissutale, ancora asintomatica. Esistono numerosi test, quindi un riscontro positivo ad un solo test non è sufficiente per una diagnosi definitiva. L´esame comprende test che sono simili ad altri approcci fisioterapici e test che sono peculiari di questo metodo. Oltre a valutare se un movimento influenza i sintomi, il fisioterapista utilizza anche le mani e gli occhi per valutare se la qualità del movimento è ideale e rispecchia gli standard kinesiogici.

Nell'immagine sopra in figura A si vede una flessione ideale delle ginocchia senza movimento dell´anca, lombare o del bacino. Nella figura B, il soggetto flette il ginocchio solo a 90° e non muove la colonna, poichè il retto femorale corto. Nella figura C il paziente flette il ginocchio in modo ideale però c'è un movimento compensatorio  di flessione dell'anca con tilt pelvico anteriore; questo soggetto avrà lombalgia con più probabilità poichè stresserà le sue articolazioni della colonna in maniera superiore alla norma ad ogni flessione del ginocchio.

Il trattamento consisterà nel prevenire e correggere i movimenti nella direzione responsabile del dolore, sia agendo sulle normali attività (lavoro, hobby, sport), sia modificando i fattori associati alla lombalgia. Ciò permette di ridurre le sollecitazioni sui tessuti (effetto a breve termine) e di modificare gli adattamenti attivi e passivi (effetti a lungo termine). Il fisioterapista consiglia esercizi e posture specifiche, rieduca a strategie di movimento appropriate, integrandole con un più accurato controllo motorio; infine valuta il grado di mobilità passiva, diminuendo il movimento nelle zone ipermobili o instabili e aumentando di conseguenza il movimento in quelle più rigide.

 

È altrettanto importante far capire al paziente qual'è la direzione che scatena il dolore; per renderlo più critico nei confronti del problema; in questo modo avrà, quindi, più possibilità di migliorare.

 

Tenendo presente che la guarigione delle lesioni non corregge la disfunzione del movimento, è sempre necessaria una diagnosi funzionale, e il trattamento richiede precisione nel riallenare e non nel potenziare.

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